L’icona è luogo della Presenza Divina, è occasione di incontro personale con colui o con colei che essa rappresenta. Diciamo che l’icona viene “scritta” in quanto ciò che il Vangelo dice con la Parola, l’icona lo annuncia coi colori e lo rende presente.
Ma non c’è scritto che nell’A.T. l’uomo non doveva farsi un’immagine di Dio? (ES. 20, 4-5)
A queste sollecitazioni cercheremo di rispondere in diretta nella trasmissione di martedi 14 Aprile alle ore 21.00 su Primantennatv e sin da ora qui sul nostro blog.
La redazione aspetta le vostre testimonianze, i vostri commenti o eventuali domande ai nostri ospiti che verranno segnalate in diretta durante la trasmissione.
Commentate già da ora…
Non si vede bene che con il cuore, l’ essenziale è invisibile agli occhi! Nella mia povera esperienza l’icona è una mano testa verso i nostri cuori feriti e qualche volta accecati. Gesù guariva i ciechi, oggi le icone pregate e contemplate ci fanno sperimentare, nella fede della chiesa, la stessa dolcezza. Ho un’icona regalatami da alcuni amici durante un pellegrinaggio in Terra Santa. E’ un volto di Cristo coronato di spine, l’ho appesa di fronte alla mia scrivania. Mi piace pensare che quando io non guardo lei, lei guarda me… mi sento “contemplato” da Gesù, amato e seguito in quel poco che riesco a fare giorno per giorno anche da questa scrivania…
Io credo che non solo le statue, ma anche i disegni e le “immagini” di creature sono gradite a Dio, quando sono utilizzate per il culto e non c’è pericolo di idolatria. Noi cattolici possiamo star tranquilli quando, nelle nostre chiese, troviamo statue di angeli e vediamo quadri che li raffigurano. Siamo in perfetta sintonia con il volere di Dio…
Penso che Dio proibisce di fare immagini perché gli Ebrei correvano seriamente il pericolo di considerarle idoli e di adorarle; correvano il pericolo di prestare alle immagini quel culto che è dovuto solo a Dio. Era un pericolo concreto, visto che gli Ebrei erano circondati da popoli idolatri…